Intervista a Rosario Spadola

Questa volta la redazione di Comparse.it ha deciso di offrire ospitalità a Rosario Spadola, un altro dei tanti iscritti che animano il nostro portale.
Ed ora via alla scoperta di Rosario Spadola...
Rosario nasce a Catania, ma da più di vent'anni risiede a Roma, e ormai - ci fa capire - si identifica quasi del tutto con il carattere della Capitale , essendosi completamente inserito in questa realtà, soprattutto per quanto concerne l'ambiente artistico.
Il nostro interlocutore infatti ha saputo tradurre la sua passione, coltivata fin dall'adolescenza, in una carriera professionale che lo ha visto affermarsi soprattutto nel teatro.
Realizzando il classico sogno nel cassetto di quando aveva ancora 15-16 anni, mentre la scuola lo costringeva a coltivare i suoi interessi per la danza e la musica come semplici attività da tempo libero.
Siamo curiosi di sapere com'è riuscito a tradurre questo sogno, questa forte passione in una concreta carriera professionale.
Rosario ci confessa che in famiglia ha avuto l'occasione, e anche la fortuna, di seguire la scia della sorella,
già indirizzata verso una carriera artistica di tipo teatrale.
Certo agli albori la passione per la musica e la danza non sembrava avere i crismi di una futura carriera che si basasse su tali discipline. A sedici anni non vi era ancora nulla di perfettamente delineato, ma certo c'era forte un piacere: quello che lo stesso Rosario definisce come "il piacere di stare in scena".
Qui entra in gioco una componente di esibizionismo che il nostro ospite ritiene essere parte integrante della sua personalità, e che, comunque, considera una caratteristica irrinunciabile per potersi affermare come attore - e la conferma verrebbe anche dalle le sue esperienze.
Conseguito il diploma di maturità classica, Rosario è poi approdato all'Università - Facoltà di Medicina -, dove però la sua reale vocazione gli ha concesso solo un breve passaggio: prima venivano la danza e il teatro.
Abbandonati gli studi, esordisce sulla scena prima come "aggiunta ballerino", poi come "mimo-ballerino"; arrivarono le prime battute, finché non gli fu concessa l'opportunità di calarsi in una vera e propria parte.
Ma quand'è e come avvenuta la svolta fondamentale in questo suo percorso artistico?
Si stava dedicando da poco al Teatro di Prosa, che, per caso, prese parte ad un provino in cui venivano richiesti quattro ragazzi che sapessero cantare e ballare, e fu allora che si imbatté in Paolo Poli, famoso attore, di cui era stata taciuta la presenza e il ruolo di capo della compagnia per cui si stava svolgendo il provino.
Rosario ricorda come la voce dell'attore lo riportasse alla sua infanzia: Paolo aveva, infatti, prestato la voce a Pinocchio, in una raccolta di favole che si comprava in edicola e che per anni il nostro iscritto aveva ascoltato.
Ha così inizio la carriera di Rosario, con una tournee durata ben 13 anni al fianco di Paolo Poli, il quale lo ha sapientemente
guidato ad una certa idea di teatro, portandogli un radicale mutamento nella vita e nell'animo, soprattutto a livello culturale e
formativo. Prima di tutto vengono quella dedizione e quel rispetto per il pubblico che possono portare un attore sul palcoscenico
anche con quaranta di febbre.
Rosario spende due parole per tracciare brevemente un profilo di Paolo Poli, che, ci dice subito, prima ancora di essere un grande attore, è una grande persona. Non esita a definirlo un "maestro", che pur senza impartire vere e proprie lezioni fu in grado di istruirlo nel migliore dei modi, facendolo immergere completamente nel suo universo artistico.
Osservando il linguaggio gestuale, ascoltando attentamente il modulare della voce, leggendo ogni singolo movimento compiuto sulla scena: è questo il lento, ma proficuo percorso di apprendimento che Rosario ha compiuto, sia che stesse dietro le quinte, sia che fosse sulla scena al fianco del suo maestro.
Gli chiediamo infine di parlarci delle ansie ed emozioni vissute sul palcoscenico.
Rosario non cela la forte emozione che sempre lo attraversa quando il sipario si alza; il percepire la presenza di 500, 1000 persone,
la loro tensione, la loro energia che afferma, bisogna saper indirizzare nei giusti canali. Bisogna saper tessere quel famoso legame fra l'attore e il pubblico, che al cinema e alla televisione non è altrettanto immediato.
E bisogna anche avere quello spirito che permette di far fronte, con l'improvvisazione, ai frequenti imprevisti che si determinano sulla scena.
Come arriva l'iscrizione a Comparse.it?
Ora, a quarantanni, dopo tredici anni di attività intensa e una pausa di riflessione, Rosario si sente di aprire un nuovo capitolo,
in parte rappresentato dall'iscrizione al nostro portale.
Questa opportunità che non sì è lasciato scappare è un'ennesima conferma di come abbia nuovamente voglia di mettersi in gioco,
magari orientandosi verso il cinema e la televisione.
L'iscrizione è arrivata per caso, navigando in Internet durante il periodo estivo, approdando infine su Comparse.it.
Ci dice che la chiarezza e l'incisività delle parole, la semplicità di fruizione dei contenuti e infine l'aspetto grafico
lo hanno convinto a considerare Comparse un valido strumento.
Ed è quindi entrato a far parte della nostra comunità con una fiducia che, ci permettiamo di dire,
ha avuto in questa intervista un piccolo riconoscimento.
Concludiamo chiedendogli la sua personale opinione rigurado a quali siano le caratteristiche
irrinunciabili per poter sfondare e avere successo in questo campo così difficile.
Rosario conferma: si riesce solo se si ama col cuore questo lavoro, senza pensare troppo al lato economico.
Il vero arricchimento che ogni performance, veduta o eseguita, avviene sostanzialmente a livello culturale e formativo: da non
dimenticare.
Ringraziamo Rosario per la piacevole conversazione, augurandogli di avanzare sempre sulla strada che ha deciso di percorrere.
Alla prossima
Stefania Tinti
Segretaria di redazione
Antonio Fimiani
Coordinatore del progetto
Mario Vetrone
Collaboratore della redazione